On air:” Amore che vieni, amore che vai- Diodato”
A sedicianni, le mie estati passavano tra una corsa in bicicletta e la casa che sembrava infuocarsi. I prati eranno sempre lì dietro per i momenti in cui volevo stare zitta e godere dei miei pensieri ad alta voce, ma tra la casa e quei prati c’era sempre lui, l’orto di mio padre e mia madre, a interrompere i miei momenti di libertà e a chiedere spazio, anche quando non avrei voluto fare altro che sdraiarmi e guardare le nuvole.
Non sopportavo l’idea di utilizzare il mio tempo per lavori di cui non comprendevo la necessità: mio padre mi insegnava a eliminare le femminelle, a “mugnà” i pomodori, e io vedevo solo pezzi del mio tempo rubato finire dentro il cesto degli scarti.
Quest’immagine serve a spiegarvi cosa sono le femminelle dei pomodori e come effettuare la sfemminellatura.
Le piante producono dei getti laterali, che potrebbero entrare in competizione con la produzione dei frutti se non prontamente eliminati. Sulla pagina dei lavori dell’orto di giugno, trovate una spiegazione più dettagliata del perchè è necessario eliminare questi getti laterali e tutte le operazioni e i lavori di questo mese.
Le giornate si fanno lunghissime e il mio tempo per scrivere si riduce a qualche ora incastrata tra la sera e la mattina, ma la fatica viene compensata da un’enorme varietà di verdure e di frutta.
L’estate è praticamente arrivata e io non vedo più scarti, ma tanta bellezza finire nelle ceste di vimini.

C’è il profumo del gelsomino, quello denso che riempie la stanza non appena si aprono le imposte, il profumo solare del fieno lasciato a seccare in piccole colline lungo i prati.



Ritornare e godersi la lentezza di uno sguardo al giardino, ai rami di gelso che si son fatti troppo lunghi e ti pettinano i capelli quando cammini sul sentiero, alle verdure da raccogliere e al congelatore, unico amico che offre qualche avanzo, conservato per i momenti complessi, proprio come questo.












