On air:”Coprifuoco- Le luci della centrale elettrica”
“…arriverà la pace inaspettata e benedetta / come ogni sera sarai stanca morta / saranno tutti inginocchiati in direzione del Nord America / del nord Italia o della Mecca / chiuderai gli occhi per vedere fuori / l’inverno più mite degli ultimi diecimila anni / quei quattro alberi i tuoi santi protettori / e tua madre la madonna degli affanni…”
Ogni stagione nell’orto ha un suo colore predominante, una nota che spicca nel verde liquido degli alberi. Luglio è rosso: le nuove fragole, i lamponi, i pomodori e i peperoni.
Ogni verdura o frutto sembra voler raccontare il calore del sole, scopre le carte, si leva gli abiti, abbandona ogni indecisione per una tinta più sincera, quasi ardente.

Alcune cose non hanno bisogno di spiegazioni, nemmeno se si tratta di imprevisti che increspano l’aria e aggiungono sale ai giorni più caldi.
Le cene d’estate si allungavano come certe ombre dietro l’orizzonte, mio padre, a piatto finito, si precipitava nel suo orto, come se da qualche parte, tra la corteccia e i fusti verdi, ci fosse un antidoto contro l’infelicità.







