On air:”Semplice e inspiegabile- Pacifico feat C. Donà”
“Sai..
forse è vero, quella strada non ha
fine
Quel sentiero arrampicato non conosce
arrivo
Tutto adesso sembra fermo e invece
nasce,
e invece cambia,
invece è vivo…”
E’ così facile confondere il silenzio col rumore, se passi di qui solo di rado.
Lontano dal paese e dal caos, il bosco sembra quasi dormire, soprattutto ad ottobre. Se osservati a lungo, invece, gli alberi sanno raccontare storie millenarie, episodi di vita sospesi sui rami secchi, pronti a cascare giù al primo vento freddo.
Se guardato da vicino, il paesaggio muto ci parla attraverso un linguaggio insolito, quasi surreale, il silenzio si mostra come la somma armonica di ingenui rumori naturali.

Il volto umano non mente mai: è l’unica cartina che segna tutti i territori in cui abbiamo vissuto.
Settembre scarpe strette, nebbia che sale. Settembre lumache sul sentiero e gusci vuoti.
Ho sempre amato il rientro a scuola, quei tre mesi che mi separavano dai compagni, fatta eccezione per qualcuno, erano un tempo illimitato, lunghissimo, che si traduceva nel biondo carico delle ciocche che incorniciavano il viso e nella speranza un po’ frivola, che qualcuno si ricordassse del mio compleanno appena passato.