On air:”For no one- Moran Meisels (Beatles Cover)”
Ogni anno tornavo con le gambe sotto il banco quasi vinta da tutto quel gran correre. Settembre arrivava sempre in anticipo e io avevo ancora nelle guance il colore delle pedalate lungo le stradine che dal paese portavano verso casa.
Mi sentivo più o meno così, assolutamente fuori luogo, con in testa i capelli scomposti di chi sa che la felicità sta da un’altra parte, mentre lasciavo rotolare lo sguardo sui compagni che rivedevo dopo mesi; cercavo spunti di conversazione in quelle ciocche sbiadite dal sole, come se davvero qualcuno potesse scorgere i miei pensieri più belli in tutto quel sale che rimaneva ancora sulle punte.


Ho sempre pensato al termine “ultimo” come a una parola carica di significato positivo.
Copenhagen con me aveva già vinto la scommessa ancor prima di partire. Facile, forse, per una che al posto degli occhi si ritrova con due serbatoi da riempire d’aria e di paesaggi, ma non così scontato come si possa credere, perchè immaginare un viaggio e sognarlo a lungo può creare aspettative troppo alte.
Genova è una signora bizzarra, che mi attrae a sé col suo cielo magnetico. 