On air: “Fake plastic trees- Radiohead”
Non capitano spesso sabati così, allungati, lenti, che non sai bene dove hanno il loro inizio e la loro fine.
Più semplice è abituarsi a prendere i treni in corsa, le via d’uscita, a rammendare i pezzi e tenere insieme le cuciture.
Coi denti, con le unghie, assuefarsi alla doppia velocità, perché il ritmo lento non fa per noi.

Verde come l’erba che cresce inclemente tra una pioggia e l’altra, come le ciliegie sdraitate sui rami, come la calma che regala il bosco la sera, quando cala la luce e tutti i passanti, tutte le biciclette lasciano spazio al silenzio.
Una domenica di pioggia può avere i suoi vantaggi, persino per noi che amiamo così tanto starcene all’aria aperta.
Copenhagen con me aveva già vinto la scommessa ancor prima di partire. Facile, forse, per una che al posto degli occhi si ritrova con due serbatoi da riempire d’aria e di paesaggi, ma non così scontato come si possa credere, perchè immaginare un viaggio e sognarlo a lungo può creare aspettative troppo alte.
Se vuoi festeggiare con me, devi conoscere le cose importanti.
E’ il momento dei rosa dipinti qui e là, delle nuvole veloci, dei libri lasciati a metà, delle prime giornate vissute all’aperto dall’inizio alla fine, senza esitazioni, nè rimorsi.