On air:”Colour me in- D. Rice”
Ci sono libri che mi appartengono almeno quanto le prime rughe che ho sul lato sinistro della bocca.
Riordinarli significa rileggermi, sfogliarli equivale a spogliarmi l’anima, ripulirla dal presente per dare spazio a quella parte di me che risulta apparentemente archiviata.
Ad ognuno di loro assegno un tempo, breve o infinito, una data, che non sempre coincide con il periodo della sua lettura, e una persona.

Marzo arriccia i ciuffi e le parole, abbandona i silenzi pomeridiani e gioca coi colori, regalando sorrisi, senza badare a spese.
Se credessi un po’ di più all’astrologia, sarebbe facile spiegare, per un segno di terra come il mio, tutta quest’aria tra i capelli che mi porto dentro da sempre.
Nella vecchia scatola di latta c’è tutto il mio oro: pesos, sucre e nuevo sol, dracme, pesetas e qualche penny, rimasti in tasca troppo a lungo, inavvertitamente.
La mente è un perfetto selettore naturale: cancella e rivede i ricordi in maniera del tutto soggettiva, accentuando profumi e forme altrimenti superflui.