On air:”Le ragazze stanno bene- Le luci della centrale elettrica”
Lunedì arriva veloce, grida e quasi spaventa i nostri occhi assonnati, scivola silenzioso fino a martedì, cercando la forza tra le pieghe delle parole non dette, si addormenta nel cuore del ricordo di mattine più tranquille.
Corrono come i vostri passi verso il prato mercoledì e giovedì, si tengono stretti per mano, accompagnano la sera del venerdì, morbida e lenta, si spingono fino al sabato mattina, che profuma di caffè tiepidi e piani scoordinati.

Settembre scarpe strette, nebbia che sale. Settembre lumache sul sentiero e gusci vuoti.
I colori delle nostre domeniche fuori porta erano il verde e il bianco, gli stessi degli scacchi sulla coperta che usavamo per coprirci o per sdraiarci, quando l’erba era ancora umida, erano l’arancio del thermos a cui correvamo con la gola che bruciava, dopo un liberatorio “per tutti!”, o il rosa delle mie gambe scoperte da poco, ancora immacolate dalle scivolate sui sassi.






