On air:” Precious- JD McPherson”
Celebrare è inconsapevolmente sinonimo di ricordare, di ravvivare: il tempo è solo una delle chiavi di lettura, ma non fa la differenza se preso da solo. Ha bisogno di enfasi per farsi casa, per prendere le misure intorno a te, per trovare uno spazio che diventerà ricordo. In una vita si celebrano inizi, ritorni e successi, ma spesso la bellezza e l’arte di chi resta viene messa in disparte.
In una storia è più facile ricordare i bianchi e i neri, raramente si dà peso a tutti i grigi che compongono la luce: celebrare vuol dire anche questo, riprendere un colore e rivederne le sfumature, addomesticare la nostra bocca a gustare nuovamente i sapori che pensavamo dimenticati, scoppiare in un sorriso a ogni sfida superata, dare peso ai passi che diamo per scontati nella nostra strada insieme.

Alcune cose non hanno bisogno di spiegazioni, nemmeno se si tratta di imprevisti che increspano l’aria e aggiungono sale ai giorni più caldi.
Nella vecchia scatola di latta c’è tutto il mio oro: pesos, sucre e nuevo sol, dracme, pesetas e qualche penny, rimasti in tasca troppo a lungo, inavvertitamente.
La verità è che non era il numero dei miei anni a farmi sentire piccola, ma l’abilità delle loro mani, infinitamente più grandi delle mie.

Quando torno a terra la pace è fatta di piccoli gesti, di pranzi tra amici e delle carezze e dei baci dati di nascosto a Nina, il mio cane.







