Le case sembrano invecchiate di qualche anno, negli occhi hanno la pace di chi sa di non aver dimenticato nulla che importi davvero: le mura come braccia abbandonate a penzoloni lungo i fianchi, le porte sempre aperte, tra arrivi e partenze di parenti e amici, ispirano la stessa leggerezza di chi va a caccia di fiocchi di neve.
Gennaio non ha ancora mostrato i denti, all’anno appena andato ha fatto una carezza e ha richiuso la tenda che rimaneva aperta sul cinque e lasciava filtrare qualche spiffero qui e là.
L’aria si è fatta un po’ più fredda, ma è stato un istante troppo breve per poterlo chiamare inverno.

Marzo arriccia i ciuffi e le parole, abbandona i silenzi pomeridiani e gioca coi colori, regalando sorrisi, senza badare a spese.