Come ogni giorno, davanti al microonde riscaldo la mia schiscetta e, come ogni giorno, penso :chissà quanti come me sono costretti a passare la pausa pranzo in ufficio? Quanti la sera prima si preparano il pranzo per il giorno dopo da riscaldare in sala mensa pensando “certo se potessi mangiare a casa mia..”?
Da tanti anni appunto faccio parte di quella moltitudine e sebbene la mia pausa pranzo si svolga in una sala mensa triste (nel senso che il luogo è vecchio e decandente) cerco di compensare preparandomi una schiscetta che mi metta allegria e che mi dia conforto per il pomeriggio di lavoro che ancora mi aspetta. Certo, a volte capita che debba ripiegare su un panino o su qualcosa di veloce ma nella maggior parte dei casi cerco sempre di riservarmi un pranzo degno del nome dal momento che credo che anche una semplice pasta, se fatta con cura e con ingredienti che ami, sia ancora più buona, più stuzzicante e dia ancora più soddisfazione.
Per questo ho deciso di creare una nuova rubrica: “Semplici ricette per schiscette mai banali” qualche consiglio per preparare pranzi gustosi e veloci, ottimi da riscaldare.
Stay tuned!



3 comments
[…] inaugurare la rubrica della schiscetta felice ho scelto un piatto volutamente avanzato dalla cena compartita. Dico volutamente perché ho […]
Secondo me è un’idea davvero ottima. Anche se non ho mai amato m,olto l’idea della schiscetta in sé, nel mio caso consumata davanti al computer, ho ormai come abitudine di abbondare nella preparazione della cena, in modo da garantirmi una schiscetta decente. Per me è un pizzico di lusso autoprodotto che illumina anche una giornata arida 🙂
La penso esattamente come te! 🙂 porzioni abbontanti che diventano pranzi per il giorno dopo (in barba a colleghi che -da sempre- si portano il panino..)