Ho amato fin da subito questa casa: lei, con la sua bellezza quasi selvatica, ti costringe a voltare lo sguardo quando passi, a rallentare per alzare gli occhi sul paesaggio. Per i forestieri si tratta spesso di una sorpresa, piacevole e inattesa: oltre la curva di sassi, compare un caseggiato bianco, rustico, ma sincero, che sembra voler confinare il bosco dietro la collina.

N.1. ha rubato il libro dallo sgabello della cucina, strappandolo da dove lo avevo appoggiato mentre preparavo il nostro pranzo veloce del mercoledì, e dall’alto dei suoi otto anni suonati ha esordito con un “Mi prepari questa mamma?!”.
Ci sono libri che mi appartengono almeno quanto le prime rughe che ho sul lato sinistro della bocca.
La verità è che non era il numero dei miei anni a farmi sentire piccola, ma l’abilità delle loro mani, infinitamente più grandi delle mie.