Baby, I’m a fool- Melody Gardot
Certe paure non si spiegano, nè si dominano, entrano curve sotto la pelle e risalgono, dense come la linfa degli alberi, sfacciate e luminose come il sole di mezzogiorno.
Vibrano nello stomaco e sulla punta delle dita come un sovraccarico di energia, scansano la ragione e la costringono a restare seduta in un angolo.
Per domare certe paure non basta l’età e nemmeno la maturità. Certe paure si sconfiggono solo con un pizzico di follia e una fantasia più grande di quella che ci porta a temerle.

“L’eccessivo valore che diamo ai minuti, la fretta, che sta alla base del nostro vivere, è senza dubbio il peggior nemico del piacere.” H. Hesse
Ho sempre amato il rientro a scuola, quei tre mesi che mi separavano dai compagni, fatta eccezione per qualcuno, erano un tempo illimitato, lunghissimo, che si traduceva nel biondo carico delle ciocche che incorniciavano il viso e nella speranza un po’ frivola, che qualcuno si ricordassse del mio compleanno appena passato.
Ci sono libri che mi appartengono almeno quanto le prime rughe che ho sul lato sinistro della bocca.
Nella vecchia scatola di latta c’è tutto il mio oro: pesos, sucre e nuevo sol, dracme, pesetas e qualche penny, rimasti in tasca troppo a lungo, inavvertitamente.