
La ricetta è quella del 15 aprile..la signora “cioccolato&pere”
..che se poi ne avanza una fetta è ottima per iniziare la settimana!
La tovaglia era quella della nonna, quella ricamata. Sulla tavola profumo di timo e maggiorana e dei bicchieri che ricordavano le caldi estati marocchine. Poi noi e la nostra lunga lista di portate: muffin salati, torcetti al salmone, risotto al castelmagno e miele di ciliegio e, infine, Lei. La torta che mi è costata un lunghissimo pomeriggio di irripetibili parole con gli occhi rivolti al cielo.
Per oggi iniziamo con gli antipasti.
MUFFIN SALATI CON OLIVE TAGGIASCHE,POMODORI SECCHI E TIMO – o a scelta- CON FORMAGGIO MONTE REGINA E COPPA
Ingredienti: g 250 farina- g 15 (una bustina) di lievito per pizze e torte salate- 1 uovo grande- ml 200 latte intero- 4 cucchiai di olio extravergine- sale.
In una terrina sbattete l’uovo insieme ai cucchiai di olio e al latte. In un altro recipiente setacciate la farina e il lievito.
Ora, dovendo preparare entrambi i muffin, io ho diviso ulteriormente in due il contenuto delle terrine, di modo da poter unire i diversi ingredienti.
Per i muffin alle olive: unite le foglie di timo al composto (uova,olio, latte), un pizzico di sale, ma ricordate che olive e pomodori secchi sono di per sè molto saporiti.
Unite lentamente il composto alla farina e al lievito, poi incorporate olive taggiasche e pomodori secchi triturati grossolanamente. Ungete gli stampini da muffin e versate un cucchiaio abbondante dell’impasto ottenuto.
Per i muffin al formaggio e coppa: al composto unite un pizzico di sale e una macinata di pepe e ripetete la stessa operazione fatta per quelli allle olive, incorporando poi g 80 di formaggio tagliato a cubetti molto piccoli.
Infornate per 20-25 minuti a 180 °C. Sfornate, lasciate intiepidire e imbottite i muffin al formaggio con due fette di coppa.
Il Monte Regina è un formaggio -ormai prodotto da pochissime aziende agricole della provincia di Lecco- che ho acquistato al mercato contadino della nostra zona. Si può tranquillamente sostituirlo con un formaggio più facilmente reperibile e di gusto simile, come bitto o casera.
Senza nulla togliere alle altre persone che fanno parte della mia vita, il mio mezzo cervello, lei, lo stesso mezzo cervello che condivide con me questo blog, è decisamente la persona a cui sono più legata. Avere il mio mezzo cervello a pranzo è un piacere da sempre.
Noi ci vogliamo bene così, a colpi di portate e stuzzichini, improvvisati o pensati nel dettaglio, l’importante è trovare un po’ di tempo per noi.
E questa è una di quelle occasioni in cui il menù dev’essere perfetto.
E i dettagli, pure.
Ho scelto il dolce proprio dal libro de La Tartine Gourmande e mi sto convincendo che, se verrà buono almeno la metà di quanto è perfetto nella foto di Béa, allora sarà sicuramente un gran successo.
Ci sono cose che fanno bene agli occhi:uno sguardo e te ne innamori.
La Tartine Gourmande è una di queste cose. Credo di amare follemente questa donna e il suo blog.
E poi di odiarla profondamente (per pura invidia, è ovvio).
In ogni caso, questa donna e le sue ricette saranno una fonte certa d’ispirazione, almeno per le prossime settimane.
Eh, sì.
Davvero vado: il tempo è buono, il camper pronto, si va!
Ma prima di andare avevo bisogno di svuotare il più possibile il frigorifero di tutto ciò che fosse deperibile.
MINIQUICHE INTEGRALI ALLE ZUCCHINE E CRESCENZA o ALLE PATATE E TALEGGIO
INGREDIENTI (dosi per 6 tortine)
Pasta brisèe: g 80 farina integrale di farro- g 120 farina di grano tenero “0”- g100 burro (non troppo morbido)- g 35 acqua frizzante- 1 cucchiaino di sale fino.
Ripieno con le zucchine: 2 zucchine piccole- cipolla- crescenza- panna- sale- pepe.
Ripieno con le patate: 2 patate piccole- taleggio- pancetta- panna- sale- erba cipollina.
Lavorate le farine col burro: intridetelo fino ad ottenere delle briciole. Aggiungete l’acqua in cui avrete sciolto il sale.Formate una palla e riponetela in frigorifero per un’ora.Rivestite gli stampini con carta da forno bagnata e poi strizzata.
Rivestite con la pasta brisèe, bucherellatela, coprite con altra carta e fagioli e infornate a 200°C per 15′, eliminate la carta e cuocete ancora per 5′.
Riempite le tortine con la crema di formaggio tagliato a pezzetti e la panna-io ne avevo davvero poca, un avanzo di una confenzione, ma è decisamente più che sufficiente- poi le verdure.
Per la miniquiche con le patate rifinite il tutto con la pancetta e l’erba cipollina.
Infornate ancora 10′ a 180°C.
Servite tiepide.
Ci sono racconti che potrei riascoltare all’infinito.
Quelli di mia nonna sulla guerra (quella del ’39, per capirci), rientrano in pieno in questa categoria: perchè certe storie acquistano una bellezza rarissima che solo la voce sa dare.
Così qualche giorno fa ho deciso che era nuovamente tempo di racconti.
Ora, io non sono una che santifica le feste, non mi ritrovo in certi meccanismi tipici di alcune festività religiose, ma il 25 aprile per me equivale a una Pasqua.
E’ sacro.
E non si discute.
Ho ripensato ai due proiettili che hanno trapassato il cappello del mio bisnonno perchè negava ai fascisti il suo grano, alle notti passate in bianco da mia nonna per macinare “de sfroos” un po’ di farina o ai soldati americani che sfilavano sui loro carri e regalavano pane e sigarette ai bambini che gli correvano incontro e ho scelto.
Pane: per santificare il giorno della Liberazione.
Pane di farro, noci e cioccolato.
La ricetta è molto simile a quella della lavorazione semplice a due impasti che si trova qui , con alcune variazioni nel secondo impasto.
C’è poco da fare:io la lezione non la imparo mai.
Se esiste anche una minima possibilità di complicarmi la vita, allora quella è mia.
E sgomito pure per averla.
E che nessuno osi dirmi che non si può fare, perchè a quel punto potrei anche riuscirci!
All’inizio dell’anno ho iniziato un corso di cucito (giusto perchè non mancasse veramente nulla nell’elenco delle cose fatte che spunto mentalmente quasi ogni giorno) .
L’insegnante ha detto “gonna”, io, ovviamente, ho ribattuto con un semplicissimo “abito”.
(Quindi oggi poco ci sarà da cucinare, che le mani han già troppo da fare!)
