Sono giorni di grande frenesia: il sole comincia ad essere meno crudele e il rigoglìo è incontenibile. Come ogni estate di questi tempi, quando le braccia a casa tornano ad esser quattro, ci si cimenta nell’arte della conservazione.
Conservare i prodotti dell’orto non è solo una saggia pratica di risparmio, ma è anche un modo per disporre di una dieta variata ed equilibrata in ogni stagione dell’anno e per poter gustare gli alimenti preferiti anche fuori stagione.
I metodi sono davvero tanti, nella loro scelta è necessario considerare sia le nostre capacità ed esigenze, sia l’idoneità di una pianta ad uno specifico metodo di conservazione.
I metodi di conservazione si possono distinguere in fisici, chimici e biologici, a seconda del principio utilizzato per bloccare l’azione degli enzimi e dei microorganismi.
METODI FISICI:
– refrigerazione o conservazione in ambiente fresco;
– congelazione-surgelazione;
– pastorizzazionee sterilizzazione;
– essicazione;
– sottovuoto;
METODI CHIMICI:
– salagione o salamoia;
– sott’olio- sott’aceto- sotto spirito;
– con zucchero;
– in agrodolce;
METODI BIOLOGICI:
– fermentazione.
Un ottimo libro a cui rifarsi (e a cui mi rifaccio io) è questo, ma ce ne sono davvero moltissimi.
Iniziamo da qui.
AGLIO E CIPOLLE
In questo caso il metodo migliore rimane quello della conservazione in ambiente fresco. I bulbi devono fatti essicare precedentemente e devono essere poi privati della tunica esterna, solitamente più sporca di terra e/o rovinata, poi devono essere o intrecciati in festoni- se sono state tenute le foglie- o in sacchetti di rete da appendere in un luogo fresco e ventilato.
La conservazione della cipolla, varia da poche settimane a qualche mese, a seconda della varietà che avete raccolto.


